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a personal flow of consciousness - by - Matteo Brunati

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Enrico Giovannini - Istat, su data journalism e open data (by giorseba)

Ma forse occorre che il punto di partenza non sia tecnico e, invece, teso a raccontare le opportunità che si aprono. In modo trasparente e orientato all’obiettivo. E l’obiettivo non è a sua volta tecnico: non è semplicemente la crescita (che è un effetto derivato, benché desiderabile in chiave finanziaria, pratica e di consenso) ma l’aumento delle possibilità dei giovani, la qualità della vita nelle città, la libertà di ciascuno di ricercare la propria felicità. Come si diceva un tempo: ask not what the web can do for you, ask what you can do for the web. (Vale per i privati, per i politici, per le comunità… imho). E allora, l’agenda digitale - Luca De Biase
Ma perché le famiglie non possiedono un accesso ad internet? Il 41,7% afferma di non avere le competenze per utilizzarlo. Il 26,7% lo considera i inutile e non interessante. Il 12,7% perché vi accede da un altro luogo. L’8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi. Oggi poi che ero in vena di numeri, classifiche e statistiche mi sono soffermato anche sulla classifica dei 10 termini più ricercati su google in Italia. A incuriosire gli italiani sono per lo più fatti tragici. Tra le parole più ricercate risultano infatti i nomi di Lamberto Sposini (colpito da un’emorragia cerebrale) e di Marco Simoncelli (scomparso a Sepang l’ ottobre scorso). Non mancano poi fatti di cronaca nera. Nella sezione notizie spiccano le ricerche sull’omicidio di Melania Rea e i casi Yara e Sarah Scazzi. Che soddisfazione! Primitivi digitali | Nicola D’Angelo